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DA SAPERE

Morbo Coitale Maligno

NASO

Il Morbo Coitale Maligno (Dourine in inglese) è una malattia parassitaria degli equidi a trasmissione sessuale causata da protozoi flagellati della specie Trypanosoma equiperdum.

L’infezione è endemica in molte aree del continente asiatico, dell’Africa, in Russia, parte del Medio Oriente, Sud America e nel sud Est Europeo.

Epidemiologia:

Il Morbo coitale maligno può colpire cavalli, muli e asini Gli ultimi due però sono generalmente più resistenti alla malattia e possono frequentemente rimanere portatori asintomatici. La trasmissione avviene principalmente mediante il coito, anche se esistono segnalazioni in letteratura di trasmissione del T.equiperdum al puledro durante il parto e mediante il latte materno. In tal caso i puledri infetti potranno a loro volta trasmettere l’infezione al raggiungimento della maturità sessuale.

I parassiti non sono sempre presenti nel tratto genitale degli animali infetti durante tutto il decorso della malattia, quindi la trasmissione dell’infezione non avviene costantemente ad ogni accoppiamento.

Sintomatologia:
La lunghezza del periodo d’incubazione è estremamente variabile ed è compresa tra una settimana ed alcuni mesi. Analogamente, anche la gravità della manifestazioni cliniche può variare in modo considerevole.

I principali sintomi clinici sono:
· febbre
· edema locale a livello dei genitali e delle mammelle
· eruzioni cutanee edematose
· incoordinazione locomotoria sino a paraplegia e paralisi facciale unilaterale
· lesioni oculari
· anemia
· progressiva perdita di peso fino alla cachessia
La malattia ha frequentemente esito letale (fino al 50% nelle forme acute), sono tuttavia possibili guarigioni spontanee in seguito alle quali spesso gli animali diventano portatori latenti dell’infezione.
Forme croniche o più lievi di malattia possono perdurare per mesi e addirittura anni, mentre forme subcliniche sono più frequenti in muli ed asini.

Le lesioni principali comprendono:
· placche cutanee edematose e orticarioidi della grandezza di 5-8 cm
· edema ed infiltrazione gelatinosa dei tessuti della vulva, mucosa vaginale, utero e ghiandole mammarie nella femmina; dello scroto, testicoli e prepuzio nel maschio
· mucosa vaginale a volte con placche rilevate
· aree depigmentate della cute e delle mucose in prossimità di genitali, perineo e mammelle
· linfonodi addominali in genere ipertrofici e in qualche caso emorragici
Profilassi:
Attualmente non sono disponibili vaccini e l’unica misura efficace di prevenzione è il controllo di tutti gli stalloni adibiti alla monta.