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DA SAPERE

Anemia infettiva equina

NASO

L’anemia infettiva equina (AIE) è una malattia virale degli equidi (cavalli, asini, muli, bardotti e zebre), trasmessa da insetti ematofagi e causata da un Lentivirus (RNA virus) diffusa in tutto il mondo.

È stata segnalata in America (Brasile, Canada, Colombia, Paraguay), in Asia (Giappone, Malesia, Mongolia), in Europa (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Romania, Ungheria) e in Australia.

Epidemiologia:

La malattia si trasmette tramite il contatto con il sangue infetto e, quindi, principalmente ad opera di insetti ematofagi, come mosche cavalline e diverse specie di tabanidi, che fungono solo da vettori meccanici.

La trasmissione della malattia può avvenire anche per via iatrogena, con l’uso di aghi o strumenti contaminati o a seguito di trasfusioni con sangue di animali infetti.La trasmissione dell’infezione è maggiore nel periodo estivo ed autunnale, quando gli insetti responsabili sono maggiormente attivi.

Può essere anche trasmessa attraverso la via transplacentare dalla madre infetta al feto oppure attraverso il latte nei primi mesi di vita. In soggetti al disotto dei 6 mesi di età nati da madri infette, la positività sierologica può essere dovuta alla presenza di anticorpi colostrali.

Nei soggetti infetti il virus persiste nei leucociti per tutta la vita.

Sintomatologia:

Di norma il periodo che intercorre tra il contagio e la comparsa della malattia (periodo di incubazione) è compreso tra 10 e 20 giorni. Esso può tuttavia variare da pochi giorni fino a 90 giorni.

Il decorso della malattia può essere acuto, cronico o caratterizzato dall’assenza di sintomi clinici manifesti (decorso subclinico):

  • Acuto: febbre elevata oltre i 40°C intermittente o remittente, spiccata debolezza muscolare, andatura barcollante e tremori, accompagnati da ittero o arrossamento delle mucose, tachicardia e aritmia (miocardite). È possibile la formazione di edemi nelle parti inferiori del corpo. Di norma si riscontrano diffuse emorragie puntiformi nella zona sublinguale. L’anemia, che compare già dopo breve tempo, è riconducibile all’emolisi e alla carenza di piastrine (trombocitopenia).

I decessi sono frequenti, soprattutto nel caso di varianti del virus particolarmente aggressive. La guarigione completa è rara; solitamente persiste la comparsa intermittente di attacchi febbrili.

  • Cronico: è caratterizzato da spossatezza, calo del rendimento e riduzione del peso nonostante l’appetito buono. Dopo lo sforzo fisico si evidenzia di solito un attacco di febbre, mentre i cavalli a riposo manifestano soltanto un leggero aumento serale della temperatura. Non di rado si manifestano sintomi a carico del sistema nervoso centrale come apatia e ottundimento del sensorio.

L’esito della malattia è molto vario: il cavallo può guarire completamente, ma resta portatore del virus. Più spesso si nota un crescente dimagrimento e spossatezza.

  • Subclinico: le infezioni non sono evidenti ed hanno un decorso del tutto asintomatico.

Diagnosi di laboratorio:

È possibile diagnosticare l’Anemia Infettiva Equina attraverso prove sierologiche. Un animale infetto è portatore per tutta la vita e permane sierologicamente positivo. Il test di Coggins è il test ufficiale obbligatorio utilizzato nel corso della sorveglianza in Italia e rappresenta la prova raccomandata dall’OIE per il commercio internazionale degli equidi.

Profilassi:

Non esistono vaccini, quindi la profilassi si attua mediante misure di prevenzione della diffusione dell’infezione, basate essenzialmente sul controllo sierologico degli animali, sull’isolamento dei soggetti positivi e sul controllo ambientale per ridurre gli insetti vettori.